Comunicazione politica

Il nostro ruolo è di creare l’immagine del nostro candidato, image maker. Il nostro consulente politico Gerardo Sinatore, forte di molte esperienze di campagne politiche, cultore ed esperto in materia, ha elaborato all’interno del suo libro “Il Consulente Politico” la teoria delle 4 ESSE.

Le variabili del futuro candidato sono le seguenti:

Sogno:
Creare (dream) il sogno pensando in grande (think big)

Sentimento:
Crea il sentimento (feeling)

Sicurezza:
Dà e mostra sicurezza senza offendere ricordando che la sicurezza è stupidità. Fallo con toni pacifici ed allenati ad acquisire padronanza di te.

Semplicità:
Sii semplice e parla chiaro. La pulizia del linguaggio è disarmante e la parola, come diceva Pavel Florenskij è “condizione d’essere” .

 

“Un principe deve innanzitutto sforzarsi di dare un’immagine di uomo grande e di ingegno eccellente […]

[…] niente procura tanta stima ad un principe quanto il fatto di compiere grandi imprese e di fornire un’eccezionale immagine di se stesso”

Nicolò Macchiavelli

Cosa vogliamo essere? Come intendiamo apparire?

Questa è la prima risposta, chiara da comunicare ai nostri potenziali elettori

Fare Comunicazione Politica significa creare un progetto veritiero, coerente e mai retorico.

Il nostro compito è essere intermediari delle idee, dei valori e dei principi.

Oggi assistiamo ad un degrado della comunicazione politica,

un depauperamento del linguaggio che porta ad una pochezza informativa e sopratutto comunicativa.

Platone nei suoi discorsi metteva in guardia dai sofisti e dai retori, 

i quali avevano come loro unico scopo quello di 

“Convincere gli altri con le proprie parole”.

I nostri politici utilizzano il linguaggio amebo nei loro discorsi, ossia, quello composto dalle parole di plastica. Le parole di plastica sono parole generiche e connotate dunque, fortemente flessibili nel significato, racchiudono più di un senso a seconda del contesto in cui sono utilizzate.
Porsken le definisce come la neolingua della dittatura industrializzata.

La qualità di una lingua è determinata da processi socio-culturali complessi nei quali parole e frasi ripetute milioni di volte diventano la realtà

Gustavo Zagrebelsky sostiene che le società, dal punto di vista linguistico, si dividono in due categorie: quelle dotate di una burocrazia linguistica funzionale al potere, e quelle che elaborano forme comuni di resistenza all’omologazione

Se accettiamo il linguaggio della comunicazione di massa, siamo nel ciclone del conformismo.

IDENTITA' ... prima di tutto