Comunicazione politica

“Un principe deve innanzitutto sforzarsi di dare un’immagine di uomo grande e di ingegno eccellente […]

[…] niente procura tanta stima ad un principe quanto il fatto di compiere grandi imprese e di fornire un’eccezionale immagine di se stesso”

Nicolò Macchiavelli

Cosa vogliamo essere? Come intendiamo apparire?

Questa è la prima risposta, chiara da comunicare ai nostri potenziali elettori

Fare Comunicazione Politica significa creare un progetto veritiero, coerente e mai retorico.

Il nostro compito è essere intermediari delle idee, dei valori e dei principi.

Oggi assistiamo ad un degrado della comunicazione politica,

un depauperamento del linguaggio che porta ad una pochezza informativa e sopratutto comunicativa.

Platone nei suoi discorsi metteva in guardia dai sofisti e dai retori, 

i quali avevano come loro unico scopo quello di 

“Convincere gli altri con le proprie parole”.

I nostri politici utilizzano il linguaggio amebo nei loro discorsi, ossia, quello composto dalle parole di plastica. Le parole di plastica sono parole generiche e connotate dunque, fortemente flessibili nel significato, racchiudono più di un senso a seconda del contesto in cui sono utilizzate.
Porsken le definisce come la neolingua della dittatura industrializzata.

La qualità di una lingua è determinata da processi socio-culturali complessi nei quali parole e frasi ripetute milioni di volte diventano la realtà

Gustavo Zagrebelsky sostiene che le società, dal punto di vista linguistico, si dividono in due categorie: quelle dotate di una burocrazia linguistica funzionale al potere, e quelle che elaborano forme comuni di resistenza all’omologazione

Se accettiamo il linguaggio della comunicazione di massa, siamo nel ciclone del conformismo.

IDENTITA' ... prima di tutto