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Case histories

ANTONIA VILLANI – CANDIDATA ALL’EUROPARLAMENTO (1999)

La dott.ssa Antonia Villani, una giovane mamma manager, ottenne la candidatura al Parlamento Europeo e mancavano pochissimi giorni alla campagna elettorale che si disputava in un collegio vastissimo, comprendente anche parte della Calabria. Giocammo tutto sul personaggio. Una madre manager allora non era del tutto ben vista nel momento in cui la Chiesa e le varie indagini statistiche parlavano di un’inarrestabile recrudescenza delle separazioni, dei divorzi e della crisi dell’istituzione familiare. Ribaltammo il tutto dimostrando, invece, che la nostra candidata aveva raggiunto il successo proprio con l’aiuto della famiglia trovando felicità nel vivere quotidiano e portando appagamento e tranquillità (non solo economica) in tutta la famiglia. Anche l’azienda di proprietà, l’ALVI, era familiare e vi prestavano la loro opera oltre a fratelli e sorelle, pure il marito in qualità di consulente aziendale. Pertanto, la famiglia sempre alla ribalta e al centro della sua vita. All’indomani, con la foto di Peppe Corsini perfettamente coerente al nostro layout, accadde che dalla Campania in giù il nostro manifesto si stagliava eclatante sui muri imbrattati con la foto della candidata, decisa e sorridente, incorniciata dai volti gioiosi delle sue 2 bambine e uno slogan che brillava sul cobalto del fondo “Il successo è la famiglia”, col logo del Partito Popolare Italiano. La candidata superò per oltre un paio di migliaia di voti la nota Iva Zanicchi candidata per Forza Italia (un partito in forte crescita) e, pur se non venne eletta (i miracoli li fa solo Dio, e quando vuole!), divenne velocemente famosa e benvista tanto da costituire una seria base elettorale per le elezioni regionali prossime alle quali il fratello era  in forte odore di candidatura con lo stesso partito. L’anno successivo leggemmo su alcuni report italiani ed americani che “la famiglia” era in recupero insieme al desiderio profondo di rivitalizzarne i valori antichi. Avevamo giocato il tutto anticipando un trend che strisciava sotto i culi degli osservatori, dei sociologi e degli statistici, senza che nessuno di essi l’avesse percepito, tranne noi.

ANGELO VILLANI – CANDIDATO AL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA  (2000)

Visti gli ottimi ed inaspettati risultati della sorella, anche il dott. Angelo Villani si affidò a noi. La sua vittoria fu epica, più grande di quelle di Adriano. Presentammo all’elettorato un candidato di centrosinistra con quell’americana sicurezza di chi possiede il know how delle cose, come scrisse il Prof. Rino Mele dell’Università di Salerno ispirandosi alla nostra campagna, su un quotidiano, dopo alcuni mesi dalla sua elezione. “Idee che creano” era l’head line veicolato sui maxischermi, manifesti, tabelloni luminosi, cinema, televisione e radio. Nell’intero collegio campano, la sua immagine divenne mitica: una figura alla Gary Cooper, in maniche di camicia, con la giacca sotto al braccio ed un mazzo di ginestre in una mano, mentre scendeva le scale del Centro Direzionale di Napoli. Quel layout realizzato per noi sempre dal bravo da Peppe Corsini, fu l’apoteosi. Ancora viviamo su quel successo che ne anticipò altri di pari dimensioni per entusiasmo e consenso. Un osservatore politico, il prof. Rinaldi, pubblicò su Libero che: quella comunicazione era valsa non meno di 30 punti percentuali dei consensi accreditati.

Cronache del Mezzogiorno, 3/2000: Idee che creano non è soltanto uno slogan ma la filosofia di vita che Angelo Villani vuol portare a Palazzo Santa Lucia…

La Città, 24 marzo 2000: Giacca sotto il braccio, margherite gialle, borsa da lavoro in mano. Scende le scale del Centro direzionale di Napoli l’imprenditore-candidato, mentre sorride dal cartellone luminoso che tappezza gli ingressi delle autostrade, e dagli spot che vanno in onda al cinema. Anelo Villani, re dei supermercati, corre per i Popolari alla Regione.

Da Consigliere Regionale, Villani si candidò ancora, ma alla Presidenza della Provincia di Salerno. Curammo ancora noi la sua campagna e l’issue dell’intera campagna politica fu: Pretendi un avvenire, tutta impostata sui giovani. Fu ancora un grande successo. 

FRANCESCO SALZANO – CANDIDATO AL SENATO DELLA REPUBBLICA (2001)

Il dott. Salzano, diventato Senatore della Repubblica ed eletto nelle liste di Democrazia Europea, era un uomo sui generis. Fascinoso, di ottima estrazione sociale e faceva politica “operando” nelle sale operatorie, oppure facendosi accompagnare, nelle sere d’estate, dalla sua chitarra in casa d’amici. Un ottimo chirurgo, una persona colta ma anche uno sportivo, aitante ed innamorato della gente. Con lui fu facile. Fummo accompagnati a casa sua da Ida Lenza e Nello Ferrigno, due nostri amici ed affermati giornalisti. Il candidato ci lasciò carta bianca. Dopo una settimana, stendemmo il piano comunicazionale definitivo. Da un recente studio realizzato il Inghilterra era emerso che il colore del 2001 sarebbe stato il blu; già cominciavano  a farsi  notare le bottiglie di acqua minerale blu, quelle di vino e anche di grappa, e poi una carta di credito di una famosa banca, le pillole dell’amore e l’ultima generazione di computer. Pertanto, pensammo ad un’immagine anni ’60 virata in blue, sullo stile di alcune copertine di dischi a 45 giri dell’epoca,  per captare il voto delle persone più mature e conquistare quello delle giovani e dei giovani sempre confusi al primo voto. La nostra headline racchiudeva la sintesi di un grande progetto politico nazionale: “Centro!” Il dott. Salzano guadagnò il suo scranno al Senato proprio accanto a Giulio Andreotti che, invitato precedentemente a Nocera, alla Sala Roma, durante la campagna elettorale, con un nostro programma blu tra le mani, disse: sarà il nostro slogan, complimenti per la comunicazione

ALBERICO GAMBINO – CANDIDATO SINDACO DI PAGANI (2002) – CANDIDATO SINDACO DI PAGANI (2007)

Oltre a quella mediatica, vi è una comunicazione altrettanto interessante quanto efficace, quella della persona, dalla quale si tesse la rete che unisce, sviluppa e consolida i risultati. Gambino era molto bravo in questo. Candidato a Sindaco per il Polo delle Libertà a Pagani (SA) fu eletto al primo turno con un vantaggio percentuale di 17 punti sul competitor. Fu una campagna partecipativa, partecipata ed entusiastica, sotto tutti i punti di vista. “Più forza al cittadino, era lo slogan che coniammo e che era l’issue, come dicono gli americani, l’argomento, la promessa di restituire al cittadino la sua prerogativa “democratica”, dopo due legislature all’insegna di un ottundimento generale, secondo un nostro punto di vista.  All’uscita del primo messaggio su una foto in bianco e nero (un piano americano di Corsini) l’elettorato  cominciò a fibrillare. Lui era giovanissimo e di bell’aspetto. L’avversario, del PD, un avvocato affermato, cambiò più volte comunicatori. Il nostro candidato subì attacchi personali sulla sua forma estetica (lampade abbronzanti, ed altro), sleali, amplificate addirittura da uomini influenti come Fassino e Bassolino. Rispondemmo all’attacco con un comunicato beffardo ma educato. Il candidato del PD perse le staffe. Il gioco era quasi fatto. Gambino si accingeva a stravincere. La nostra fu una campagna pacifica come promesso pubblicamente dal candidato, una campagna di pacificazione sociale. Quando Gambino era tra la gente sembrava davvero un J.F. Kennedy che incarnava la speranza dando Più forza al Cittadino.

L’anno successivo si ripresentò ancora e il nostro slogan fu DETTO. FATTO, ricalcando il suo operato amministrativo, immediato ed efficace. Divenne il sindaco più votato d’Italia con il 78% di consensi e quel nostro DETTO FATTO un tormentone utilizzato sino a qualche mese fa (del 2019) anche da attività commerciali.

(tratti da “Il consulente politico“, scaricabile in questo sito)